A MARTANO IL SECONDO CONGRESSO DELL’ASSOCIAZIONE SAVE SALENTO

L’assemblea tirerà le somme di un anno e mezzo di attività, battaglie e campagne per l’informazione e la protezione dell’ambiente

Oggi, sabato 17 dicembre 2011 alle 17, presso la sala conferenze ”Karol Wojtyła” di Piazza Caduti a Martano, Save Salento terrà il suo secondo congresso.

Non è solo l’occasione per un ampio e approfondito momento di riflessione interna, sul piano associativo, dal momento che si procederà all’elezione delle nuove cariche sociali.

Il congresso, infatti, è inteso come un ulteriore momento di collegamento e di confronto con le altre presenze organizzate sul territorio, in primo luogo associazioni e comitati. Sarà infatti l’occasione per discutere delle importanti battaglie condotte in questo anno e mezzo e individuare le nuove emergenze, i nuovi temi e le nuove sensibilità che dovranno entrare nella nuovo documento congressuale.

In questo anno e mezzo Save Salento non ha mancato di affiancare, con interventi ad adiuvandum presso le sedi giurisdizionali del TAR e del Consiglio di Stato, il Comitato 275 nella delicata questione della statale 275 e l’amministrazione comunale di Veglie contro la costruzione di un megasansificio, letale per la salute dei cittadini.

Ma la funzione di presidio territoriale e di sentinella democratica è stata svolta soprattutto nella complessa e ambigua vicenda del comparto 13 di Santa Cesarea, dove un’intera porzione di costone, tra i più belli della Puglia, rischiava di essere inghiottito dal cemento e da piani di lottizzazione la cui validità è apparsa da subito dubbia.

Anche nel campo energetico, Save Salento non ha mancato, in questo anno e mezzo, di segnalare da una parte le contraddizioni di un processo di riconversione delle fonti energetiche da fossili a rinnovabili che, a fronte della devastazione dell’ambiente e del paesaggio portata dal fotovoltaico e dall’eolico, non è stato in grado di liberarci da presenze quali le centrali elettriche di Brindisi. I casi del fotovoltaico proposto a Cutrofiano da Legambiente o dell’eolico di Vernole e Castrì, testimonia dell’impegno dell’associazione.

Al congresso interverranno anche i radicali Sergio D’Elia ed Elisabetta Zamparutti, quest’ultima membro della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, che, attraverso le tante interrogazioni in Parlamento, ha svolto un importante opera di traduzione delle battaglie dal livello locale a quello centrale.

Con il congresso di Save Salento, partirà anche un altro importante processo costitutivo, quello del Comitato per la Tutela di Porto Miggiano che, nelle settimane prossime approfondirà la riflessione, attraverso un ampio processo partecipativo, sulla natura dell’impegno e della struttura associativa dell’importante presidio.

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Biodiversità e saperi locali. Le multinazionali a caccia dei beni comuni

Mercoledì 9 novembre a Martano un convegno di Save Salento per discutere su come costruire percorsi di crescita alternativi a partire dai beni comuni e dalla necessità di proteggerli dai processi di privatizzazione e dall’attacco degli interessi economico-finanziari

L’accesso da parte di tutti i cittadini a diritti fondamentali come acqua, suolo, cibo, salute, biodiversità e saperi tradizionali è a rischio non soltanto nel Sud del mondo ma anche nei luoghi della nostra quotidianità. La loro trasformazione da beni comuni in beni privatizzati è una tendenza sempre più incalzante e sempre più spesso questi beni comuni cadono, a nostra insaputa, nelle mani di pochi gruppi economico-finanziari o di ristrette élites provenienti dai paesi industrializzati o emergenti.

Il convegno Biodiversità e saperi locali. Le multinazionali a caccia dei beni comuni, organizzato dall’associazione radicale Save Salento per il prossimo 9 novembre 2011 a Martano (Sala convegni Piazza Caduti, ore 18.30), attraverso interventi, proiezioni, dibattiti, si pone il duplice obiettivo di evidenziare, a partire dall’esperienza salentina, i processi di depauperamento e di privatizzazione che hanno colpito in questi anni i beni comuni – dalla crisi dell’agricoltura alla conseguente crisi del paesaggio, dall’inquinamento al consumo di suolo e alle energie rinnovabili – e di provare a delineare alcune concrete possibilità di resistenza da parte delle comunità locali, a partire dalla costruzione di nuovi percorsi di crescita.

All’introduzione di Antonio Bonatesta, segretario di Save Salento, faranno seguito gli interventi di Salvatore Colazzo, docente di Pedagogia Sperimentale presso l’Università del Salento, di Ada Manfreda, Salvatore Patera ed Ezio Del Gottardo, tutti ricercatori presso l’ateneo salentino.

L’iniziativa del convegno nasce dall’attenzione che l’associazione radicale Save Salento ha riservato in questi ultimi tempi alla campagna di sensibilizzazione promossa da Sblocchiamoli. Cibo, salute e saperi senza brevetti, nell’ambito del progetto comunitario Knowledge, Health and Food for All. La campagna punta alla difesa del diritto alla salute, al cibo e alla tutela della biodiversità affinché «gli agricoltori possano continuare a tramandarsi ed utilizzare i semi e le piante tradizionali riprodotti nelle proprie aziende, senza dover pagare costosi diritti» e affinché la biodiversità e i saperi tradizionali rimangano patrimonio collettivo e non vengano ricondotti invece in forme esclusive e proprietarie di sfruttamento economico.

«La campagna ha stimolato il nostro interesse – dichiara il segretario di Save Salento, Antonio Bonatesta – dal momento che essa sembra richiamare problematiche che, sul versante energetico, ci vede impegnati da tempo. L’esperienza delle energie rinnovabili ha mostrato in questi anni come uno strumento potenzialmente positivo, sotto la pressione di interessi economico-finanziari votati alla speculazione, si sia potuto risolvere in un’inaudita aggressione a danno dei beni comuni, nelle forme di sottrazione di terreno fertile all’agricoltura, di compromissione dei valori storici, ambientali e paesaggistici, di consumo di suolo. In questo senso, soprattutto il suolo, quale matrice fondamentale della produzione materiale e dei valori collettivi è stato sottoposto anche nel Salento ad un pervasivo processo di privatizzazione e di depauperamento da parte di un numero ristretto di lobby e di gruppi bancari con il loro seguito di mediatori locali e società aleatorie».

La soluzione non può che prendere necessariamente le mosse dalla dimensione locale e comunitaria, partendo dal recupero di ciò che stiamo irrimediabilmente perdendo, ovvero le tante forme di sapere e di pratiche tradizionali, che invece ci consentirebbero di attivare percorsi di crescita locale nel rispetto del carattere collettivo dei beni irrinunciabili – suolo, aria, acqua – e in direzione della ricomposizione della frattura che ormai intercorre tra le comunità locali, cui vengono lasciati gli impatti economici e ambientali, e i flussi della ricchezza globale.

Agricoltura a chilometro zero e impianti energetici pubblici da fonti rinnovabili promossi da consorzi comunali sono le prime leve di questo cambiamento.

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SANTA CESAREA. COMPARTO 13: SE UN INCENDIO VALE A RESUSCITARE I PIANI…

Comunicato stampa del 26/08/2011.

L’associazione radicale Save Salento diffida nuovamente il Comune di Santa Cesarea dal dare seguito all’abusiva lottizzazione del “comparto 13”, denuncia il recente incendio avvenuto nel comparto e chiede l’intervento della Regione Puglia,del Ministro per i Beni e le Attività Culturali e della Procura della Repubblica di Lecce

Il presidente di Save Salento Catia Stomeo, il segretario dell’associazione Antonio Bonatesta e la deputata radicale e socio fondatore di Save Salento Elisabetta Zamparutti, hanno depositato oggi un’ulteriore diffida al Comune di S. Cesarea Terme affinché si astenga “dal porre in essere qualsiasi atto idoneo a consentire la trasformazione edilizia e urbanistica delle aree ricomprese nel Comparto 13/s”, che prevede la costruzione di circa 566 unità abitative, di un albergo di tre piani e di altri servizi residenziali.

Save Salento ritiene infatti che il piano di lottizzazione del comparto 13 e la relativa convenzione siano ampiamente scaduti da circa quindici anni. Del resto, il piano, in quanto tale, non ha mai acquisito l’autorizzazione paesaggistica ed appare in evidente violazione del decreto ministeriale del 04/07/1970, che tutela il territorio di Santa Cesarea Terme in virtù del suo straordinario valore naturalistico e paesaggistico.

Inoltre il piano, dopo la sua decadenza, non è mai stato sottoposto al Piano Urbanistico Territoriale Tematico (PUTT/p) della Regione Puglia.

La diffida è stata inoltrata, per conoscenza, anche all’Assessore e al dirigente all’Urbanistica della Regione Puglia, nonché al Ministro per i Beni e le Attività Culturali perché intervengano, ciascuno nell’orbita delle proprie competenze istituzionali, a tutela di un bene paesaggistico protetto.

Infine, l’associazione Save Salento, denuncia che l’ultimo e più grave misfatto dell’intera vicenda è avvenuto nei giorni scorsi, quando il “comparto 13” è stato interessato da incendi di natura chiaramente dolosa, appiccati su tutta l’area del comparto destinata a strada e che hanno distrutto non solo la macchia mediterranea posta al di sopra ma anche quella presente ai margini dello sterrato ormai coperto da vegetazione, compresi alcuni alberi di pino. A tal proposito, Save Salento, ha segnalato quanto accaduto alla

Procura della Repubblica di Lecce.

Secondo Save Salento, un piano di lottizzazione approvato e convenzionato venticinque anni fa è ormai del tutto anacronistico e frutto di un’operazione dagli intenti meramente speculativi, su uno dei tratti di costa più affascinanti del Salento, che oggi si presenta completamente ricoperto da un’intensa macchia mediterranea, con boschi ed essenze arboree di eccezionale importanza.

*segue il testo della diffida e della segnalazione alla Procura della Repubblica di Lecce

Oggetto: Lottizzazione edilizia Comparto 13/s in Santa Cesarea Terme – Diffida.
I sottoscritti:
- Antonio Bonatesta, nato a [...] e residente [...], in qualità di segretario dell’Associazione Save Salento;
- Catia Stomeo, nata a [...] e residente a [...], in qualità di Presidente dell’Associazione Save Salento;
- Elisabetta Zamparutti, nata a [...] e residente a [...], in qualità di socio fondatore dell’Associazione Save Salento e membro della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati,
Premesso:
che con delibera del 4 agosto 1984, nr. 57, fu adottato il “Piano di Lottizzazione del Comparto 13/s” in Santa Cesarea Terme (lottizzazione a scopo edificatorio riguardante la realizzazione di un villaggio residenziale e residenze extralberghiere su di una superficie di ca. 15 ha.);
che con delibera del 4 novembre 1986, nr. 86, fu approvato in via definitiva il detto “Piano di Lottizzazione del Comparto 13/s”;
che con atti notarili del 19/09/1987 e 6/11/1987 fu stipulata la convenzione relativa al su indicato piano di lottizzazione (atti registrati in data 6/10/1987 e 26/11/1987 presso l’Ufficio del Registro di Maglie);
che con Concessione di costruzione nr. 56 del 22/10/1992 (istanza di C.E del 23/10/1989) fu autorizzata dal Comune di Santa Cesarea Terme la realizzazione delle opere di urbanizzazione, opere che non furono mai eseguite, fatta eccezione di uno sterrato di ampiezza di circa 6 metri e lunghezza di circa 200 metri (i lavori furono definitivamente abbandonati nelle fasi iniziali).
CONSIDERATO:
che il Piano di Lottizzazione sopra specificato è decaduto da lunghi anni per omessa esecuzione delle relative opere nei termini di legge;
che la Concessione di costruzione nr. 56 del 22/10/1992 è anch’essa decaduta da lunghi anni per mancata esecuzione dei relativi lavori nei termini di legge;
che l’area perimetrata dal Comparto 13/s ricade in zona dichiarata di notevole interesse pubblico ai sensi della legge 1497/1939, giusta D.M. 04/07/1970, “perché presenta ancora intatta la sua originaria bellezza e forma degradando repentinamente verso il mare, un altopiano roccioso a guisa di anfiteatro circoscritto da una pineta di origine artificiale, impiantata nel 1933, la quale tende sempre ad espandersi con i nuovi rimboschimenti; inoltre per le sue macchie verdi ed essenze locali costituisce un quadro naturale di grande suggestività, nonché, per i resti di antichi monumenti, un complesso di cose immobili avente valore estetico e tradizionale”.
VISTO:
che nelle more della ultradecennale vicenda del Comparto 13/s di Santa Cesarea Terme non sembra essere mai stata acquisita l’autorizzazione paesaggistica riferita all’intero Piano di Lottizzazione, e ciò a dispetto della espressa richiesta in tal senso rivolta alla Regione Puglia dal Sindaco Dott. Luigi Laggetto con nota Prot. 5143 del 24/11/1984, mentre il Ministro per i Beni Culturali e Ambientali, con decreto del 30/11/1990, si è espresso negativamente sul Comparto 13/s, ritenendolo lesivo del D.M. 04/07/1970, in quanto idoneo a “comportare la cancellazione degli elementi che costituiscono l’interesse specifico del citato D.M. di vincolo”;
che nel corso degli anni, e dopo la decadenza del Piano di Lottizzazione (per lo spirare del termine decennale di sua validità), è entrato in vigore il PUTT/P della Regione Puglia che ha ribadito e rafforzato il regime vincolistico sull’area in esame.
Tutto quanto sopra premesso, considerato e visto, i sottoscritti, nella qualità in atti, richiamato integralmente il precedente atto di diffida del 06/06/2011, acquisito al protocollo comunale in data 09/06/2011,
DIFFIDANO
il Comune di Santa Cesarea Terme, in persona del Sindaco pro tempore Ing. Daniele Cretì, e il responsabile del settore assetto del territorio e ambiente dello stesso Comune, Arch. Francesca Pisanò, ad astenersi dal porre in essere qualsiasi atto idoneo a consentire la trasformazione edilizia e urbanistica delle aree ricomprese nel Comparto 13/s del P.R.G., stante l’intervenuta decadenza, sin dal remoto anno 1996, del Piano di Lottizzazione approvato con delibera del consiglio comunale nr. 86/1986.
SEGNALANO
agli organi in indirizzo che l’area destinata a strada, oggetto della Concessione di costruzione nr. 56/1982 longe et ultra decaduta (perché mai eseguita nel triennio), è stata recentemente attinta da incendi presumibilmente “controllati” (visto il tracciato interessato) che hanno distrutto non solo la macchia mediterranea posta al di sopra ma anche quella presente ai margini dello sterrato ormai coperto da vegetazione, compresi alcuni alberi di pino.
PRECISANO
che copia del presente atto sarà trasmesso ad ogni effetto di legge alla Procura della Repubblica del Tribunale di Lecce, all’Assessore e al dirigente all’Urbanistica della Regione Puglia e al Ministro per i Beni e le Attività Culturali affinché, ciascuno nell’orbita delle proprie competenze istituzionali, intervenga a tutela di un bene paesaggistico protetto (D.M. 04/07/1970 e PUTT/P Puglia), impedendo l’illecita reviviscenza di un Piano di Lottizzazione decaduto sin dall’anno 1996.
Santa Cesarea Terme
lì, 24 agosto 2011

Il Segretario di Save Salento Antonio Bonatesta
Il Presidente di Save Salento Catia Stomeo
On. Elisabetta Zamparutti

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TRAMONTANA DOLOSA A SANTA CESAREA

Noi siamo resistenti. Lo siamo perché resistiamo a certe ciclicità, alle croci, alle sconfitte.

Appoggia la nostra campagna per la riesumazione della Legge Quadro contro gli incendi e la corretta ed onesta applicazione dei Catasti delle Aree Bruciate.

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Evitare l’effetto domino a Porto Miggiano: Save Salento presenta le osservazioni sul comparto 14

A partire dal pronunciamento del TAR, favorevole ai progetti di lottizzazione dello splendido tratto di costa di Porto Miggiano inserito nel comparto 13, Save Salento ha lavorato con alacrità affinché si opponesse un argine alla distruzione di questo ennesimo tratto di costa e di identità territoriale.

Dopo la vicenda del comparto 13, su cui è fondamentale che si sviluppi presto un coordinamento tra più associazioni capace di promuovere in tutte le sedi efficaci azioni di contrasto, è ora divenuto necessario attirare l’attenzione delle autorità e dell’opinione pubblica anche su un altro comparto, il comparto 14. Save Salento ha presentato le osservazioni contro questo ennesimo piano lottizzazione, affinché Porto Miggiano non cada sotto i devastanti effetti di un inesorabile effetto domino destinato ad arrecare un irreparabile sfregio alle nostre coste. Uno sfregio alla nostra identità e al nostro patrimonio storico e naturalistico, portato per il beneficio di pochi e il danno di molti e taso ad avallare l’ennesimo tentativo di sfruttamento economico privato di beni comuni: è stato tentato con l’acqua, da troppo tempo lo si fa con il paesaggio.

Le osservazioni relative al comparto 14 sono state un atto dovuto, al fine di evitare che tra le segrete stanze di uffici e direzioni e nelle solita condizione di insufficiente e minimale pubblicità dei provvedimenti amministrativi si consumasse l’ennesimo attentato al territorio. Le autorità competenti, a tutti i livelli, dovranno tenere conto di queste osservazioni, così come non potranno ignorare il significato della straordinaria mobilitazione di ieri da parte di numerosissimi cittadini per la tutela di Porto Miggiano.

*Di seguito il testo delle osservazioni presentare da Save Salento sul comparto 14

Oggetto: Osservazioni al Piano di Lottizzazione del Comparto 14s in Santa Cesarea Terme.

L’Associazione “Save Salento”:

vista la Determina del Dirigente del IV Settore “Ambiente e Territorio” del Comune di Santa Cesarea Terme pubblicata all’Albo Pretorio in data 5 luglio 2011 di adozione del piano di lottizzazione del comparto 14s;

visto l’art. 21 della Legge Regionale 31/05/1980 nr. 56, con il quale chiunque può formulare osservazioni al Piano;

esprime la propria critica riguardo ai contenuti del Piano di Lottizzazione del Comparto 14s in Santa Cesarea Terme, che costituisce l’ennesimo intervento pianificatorio tendente a sfruttare la costa a fini edificatori intensivi con conseguenze negative sull’habitat naturale e sul paesaggio della fascia costiera orientale salentina. Il territorio costiero recentemente ha subito profonde trasformazioni, la possibilità di una crescita economica legata all’attività balneare ha ulteriormente aumentato gli interventi antropici sulle zone litoranee, tanto che negli ultimi anni, il forte richiamo turistico e la prospettiva di uno sviluppo a breve termine ha indotto gli amministratori locali dei comuni costieri ad aumentare il numero degli stabilimenti balneari, le concessioni edilizie per la realizzazione di alberghi, residences e villaggi turistici a ridosso della costa, a trasformazioni di piccole insenature o calette in “porti turistici”.

Pertanto, l’Associazione intende rammentare l’importanza ambientale e paesaggistica dell’area interessata dall’intervento di lottizzazione, l’inadeguatezza dello Piano Regolatore Generale e la relativa normativa di tutela:

1. Santa Cesarea Terme è dotata di uno strumento Regolatore che disciplina i processi edificatori in ambito comunale approvato nel lontano 1974, strumento figlio di una visione dello sviluppo economico e dell’assetto del territorio del tutto superata dai tempi e dalle nuove sensibilità e urgenze di protezione del patrimonio naturalistico delle coste. Dall’approvazione del P.R.G. ad oggi, l’unico comparto quasi completamente attuato risulta essere il comparto 16s, situato a monte della litoranea par Castro, in località Porto Miggiano, una grande superficie di circa 16 ettari, ancora oggi a circa 30 anni dalla sua approvazione, il comparto non è stato completamente attuato e solo recentemente sono stati rilasciati i permessi a costruire per la realizzazione di un albergo ed il completamento di alcune opere di urbanizzazione. Ciò a riprova che le previsioni insediative del P.R.G. sono state eccessivamente stimate e l’attuazione degli strumenti esecutivi (Piani di Lottizzazione Convenzionata) hanno incontrato notevoli difficoltà attuative anche a causa della sensibilità delle aeree dal punto di vista paesaggistico. Risulta del tutto anacronistico nel 2011 continuare ad immaginare di attuare espansioni pseudo-turistiche che in gran parte si concretizzano con l’edificazione di seconde case che rimangono inabitate per tutto l’anno, senza apportare nessun contributo turistico alla località termale. Il comune di Santa Cesarea Terme risulta inoltre inerte nella redazione del nuovo P.U.G. previsto dalle nuove leggi regionali in materia urbanistica. Strumento quest’ultimo che dovrebbe, a parere di “Save Salento”, archiviare il vecchio P.R.G. e riconsiderare l’edificabilità dei suoli lungo la fascia costiera in chiave riduttiva e porre le condizioni per l’inserimento dei comparti edificatori all’interno del Parco Otranto – S. Maria di Leuca. Il nuovo P.U.G. deve porre prioritaria attenzione al recupero dell’edilizia esistente ed alla rigenerazione dei centri abitati del capoluogo e delle frazioni di Cerfignano e di Vitigliano.

2. Per quanto riguarda l’ambiente ed il paesaggio, l’area interessata dal progetto di lottizzazione è situata lungo la costa a monte della provinciale par Castro e nel corso degli ultimi decenni ha assunto caratteristiche ambientali paesaggistiche di notevole interesse tali quali non erano durante l’adozione e l’approvazione del P.R.G. negli anni ’70. L’aereale è in gran parte ricoperto da olivi di recente impianto ed è caratterizzato dalla presenza di un ciglio di scarpata all’interno del quale sono presenti essenze arbustive di varia e pregiata natura, il ciglio di scarpata è oggetto di tutela dal P.U.T.T/P. La bellezza panoramica del sito si deve oltre che alla presenza di vegetazione tipica della fascia costiera, alla particolare orografia del terreno che degradando verso il mare in direzione nord-sud conferisce all’area particolare bellezza, tale da renderla un quadro panoramico. A rafforzare la peculiarità paesaggistica del territorio, giova ricordare che recentemente una sentenza del TAR di Lecce, con riferimento all’attigua lottizzazione del Comparto 13s ha di fatto concesso l’autorizzazione paesaggistica ad eseguire le opere di urbanizzazione primaria e le opere degli edifici residenziali solo per un vizio di forma in quanto la soprintendenza, pur esprimendo parere contrario all’intervento lottizzatorio, ha commesso l’errore di citare il decreto di vincolo del territorio costiero di Castrignano de’ Greci e non il decreto di vincolo relativo al territorio di Santa Cesarea Terme.

3. In ultimo è opportuno ricordare che il territorio oggetto dell’intervento di lottizzazione è vincolato prima ai sensi della legge 1497/39 (bellezze panoramiche), ora ai sensi del D.Lgs. 22 gennaio 2004 nr. 42 (Codice dei Beni Culturali), oltre a rientrare in pieno nel regime vincolistico del Piano Urbanistico Territoriale Tematico per il Paesaggio della Regione Puglia che per tale ambito territoriale prevede dettagliate norme di tutela. Alla luce di quanto sopra esposto, la sottoscrivente associazione chiede, in attesa della redazione del Piano Urbanistico Generale (P.U.G.), di valutare l’opportunità di adottare o meno il piano di lottizzazione del Comparto 14s, tenuto conto che la costa negli ultimi anni ha già subito notevoli interventi edificatori che hanno comportato un notevole carico urbanistico e di valutare la compatibilità dell’intervento con le caratteristiche paesaggistiche del sito in questione.

Il segretario dell’associazione “Save Salento”

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